Plantari

Perchè è importante capire che cosa è un plantare ortopedico.

Plantare Ortopedico

Molte persone si recano presso un’ortopedia/sanitaria perché hanno problemi ai piedi. Si sa, il dolore ai piedi è qualcosa di molto fastidioso che può incidere sulla qualità della nostra vita, impedendoci di gestire al meglio le nostre azioni quotidiane come ad esempio una semplice passeggiata, causandoci malessere generale, dolori alle ossa, alla schiena, allora non si vede l’ora di indossare dei plantari ortopedici, sicuri, che ci aiuteranno a migliorare il nostro stile di vita. E’ vero, un plantare ortopedico, se realizzato in maniera corretta, può aiutarci a “liberarci” da quei fastidiosi dolori. Però, non sempre, la realizzazione di tale prodotto è “ben fatta” o costruito con dei materiali sempre idonei.

Qui di seguito vogliamo illustrarvi tutto ciò che c’è da sapere su questo prodotto ortopedico non sempre di facile realizzazione.

Il plantare è un prodotto ortopedico amovibile destinato ad essere inserito su una calzatura di serie. Esso è realizzato su misura a partire da materiali non traumatizzanti, che non presentino il rischio di deformazione permanente e che non siano suscettibili di provocare reazioni d’intolleranza cutanea. Questo tipo di apparecchiatura è generalmente bilaterale e deve essere realizzata da tecnici ortopedici professionisti.

Il plantare è destinato a:

  • correggere progressivamente o meno (se il paziente può sopportarlo) la statica difettosa del piede oppure un’anomalia dell’impronta plantare;
  • scaricare i punti di appoggio dolorosi;
  • fasciare e compensare le lesioni definitivamente guarite;
  • correggere qualsiasi disequilibrio statico e dinamico del soggetto con disfunzioni vuoi morfologiche, vuoi patologiche del piede.

Questi articoli devono essere eseguiti su prescrizione medica, la quale dovrà precisare:

  • la natura della traumatologia che giustifica la fornitura;
  • le indicazioni che possono avere un’incidenza sulla realizzazione del plantare;
  • il tipo di plantare in funzione delle referenze della nomenclatura specifica.

Trattasi di prodotti non adatti all’infante che non abbia acquisito la stazione eretta.

I plantari possono essere realizzati secondo due tecniche diverse in funzione dei materiali usati:

  • a partire da elementi di correzione fissati su una base detta di supporto eseguita su un tracciato a seconda della morfologia del paziente;
  • dalla conformazione stessa del materiale utilizzato che in certi casi serve sia da base che da elemento di correzione.

I materiali utilizzati non devono essere traumatizzanti e devono essere modellati in funzione di ogni caso patologico particolare:

  • Elementi di correzione: possono essere morbidi o rigidi e devono essere adatti in funzione della prescrizione medica e dell’esame al podoscopio. Morbidi: in sughero, gomma e derivati, agglomerati, ecc…; Rigidi: in legno, metallo o materiale plastico rigido.
  • Base cosiddetta base di supporto o sottopiede: è realizzata in cuoio naturale ( fianco o collare ugualizzato) su cui saranno fissati gli elementi di correzione.
  • Fodera: in morbida pelle animale: capretto, cane, montone, suino.

I plantari sono eseguiti dopo un minuzioso esame del piede e dei membri inferiori, in modo da determinare la correzione o la compensazione necessaria.

Questo esame esige sempre una presa di impronte, un esame con podoscopio e/o con podogramma.

Per la realizzazione dei plantari sono necessarie una o più prove. La loro consegna al paziente non deve avvenire finché questi non siano perfettamente adatti. E’ da tener presente che malgrado tutte le cure utilizzate nella confezione del plantare, può accadere che nei primi giorni di marcia l’utente abbia determinate difficoltà o risenta certi dolori che necessitano ancora di alcune messe a punto. In tal caso il tecnico deve procedere ai ritocchi necessari.

Per quanto riguarda le modifiche e le correzioni nell’anno seguente la data di effettiva consegna, i plantari possono essere modificati e corretti progressivamente, al fine di assicurare in permanenza un adattamento conforme all’evoluzione dello stato iniziale. La natura di tale modifiche e correzioni progressive sarà menzionata sullo schedario iniziale, con indicata la data della loro realizzazione.

Per quanto riguarda la scheda di trattamento è opportuno sapere che il fornitore consegnerà all’utente un documento sul quale saranno indicate le date previste per i controlli, le date alle quali si sarà presentato l’interessato e quelle a cui saranno state eseguite le correzioni. Questo documento dovrà essere conservato a cura del beneficiario (e presentato agli enti di controllo).

Verranno poi effettuate correzioni progressive poiché le deformazioni e i traumi della statica del piede sono suscettibili d’evoluzione, soprattutto a causa dell’uso di plantari ortopedici. La rettifica degli elementi correttori dei plantari usati è quindi indispensabile in vista di un adattamento permanente che permetta di ottenere il massimo di efficacia.

Saranno così effettuati dei controlli periodici dal fornitore, di sua iniziativa o dietro richiesta del paziente o del suo medico curante.

Il prezzo dei plantari comprende come costo base la presa di impronte, l’esame al podoscopio e/o il podogramma, la confezione, la messa a punto, e tutte le correzioni progressive necessarie (due al minimo durante il corso dell’anno a seconda dei casi).

Non ci sarà nessun supplemento che verrò richiesto dal tecnico se deve essere sostituita la fodera usata o deteriorata in occasione dell’esecuzione delle correzioni progressive.

La garanzia globale (fornitura e mano d’opera) relativa alla produzione, alla finizione o alla qualità del plantare è da intendersi su un periodo di mesi sei a partire dalla data di consegna definitiva.

Questa garanzia non è valida se l’alterazione delle materie prime non risulta dalla qualità dei materiali usati o dai metodi di fabricazione.

Il tempo minimo di utilizzazione dei plantari prima della loro sostituzione è di:

  • un anno per l’adulto e l’adolescente;
  • sei mesi per bambini e ragazzi fino ai 16 anni, eccetto casi di deterioramento accidentale o anomalo legato ad una variazione fisiologica o patologica, o causato da particolari condizioni d’esercizio professionale.

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